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Ha riscosso un vero successo la gita organizzata dall’associazione Pedaliamo per la vita in collaborazione con l’agenzia viaggi Vicus Novus a Bled in Slovenia! Oltre quaranta partecipanti hanno sfidato la calura estiva (ma a Bled si stava decisamente meglio) per avventurarsi a bordo di un treno storico (le carrozze perfettamente restaurate) trainato da una locomotiva a vapore lungo la vecchia linea ferroviaria Transalpina da Gorizia a Bled. A bordo musica e cicchetti e tanta allegria. L’organizzazione slovena è stata impeccabile. Brave e preparate le guide che ci hanno accompagnato alla visita del castello di Bled e ottimo il pranzo al ristorante, brodetto, carne e il dolce tipico di Bled: la pasta sfoglia alla crema…una vera delizia!!! A breve alcune foto ricordo della giornata…

Passata la voglia di guardare i Mondiali di calcio in Sudafrica dopo la pessima figura dell’Italia, non c’è più bisogno di attendere il 11 luglio per la finale….. e allora godiamoci una rilassante gita in compagnia al Lago di Bled, in Slovenia, che si raggiungerà attraverso un simpaticvo treno a vapore lungo la Ferrovia Transalpina. Partiremo da Vigonovo in pullman per raggiungere la stazione di Nova Gorica dove da lì partirà il nostro treno speciale. A Bled visiteremo con una guida lo splendido castello che domina il lago per un panorama fantastico con la cornice delle Alpi Giulie. Pranzeremo in un ristorante sul lago ed avremo tempo libero per una passeggiata od una escursione con le “ribna” le tipiche barchette di legno locali. Nel tardo pomeriggio riprenderemo il treno a vapore per ritornare a Nova Gorica dove ci aspetta il nostro pullman per rientrare a Vigonovo. Sconti per i soci dell’associazione. Invitate i vostri amici. I posti sono quasi esauriti! 

Per informazioni e prenotazioni: in agenzia viaggi VICUS NOVUS o al tel. 049-9832474

Sono partiti ieri mercoledì 2 giugno da Vigonovo i ciclopellegrini diretti ad Oropa, meta di quest’anno che raggiungeranno sabato prossimo dopo avere pedalato per circa 450 km. La prima tappa li ha visti transitare per Montagnana dove sono stati accolti nel centro storico dall’amministrazione comunale per uno scambo di gagliardetti della città. Ospiti della comunità di Borgo San Marco hanno poi proseguito fino a Valeggio sul Mincio per arrivare poi al Santuario della Madonna del Frassino di Peschiera sul Garda, fine della prima tappa di 160 km. 

La seconda tappa odierna li vedrà raggiungere dapprima Cremona e poi il Santuario della città di Codogno, ove pernotteranno e dove è conservato ancora intatto il cuore della Santa Francesca Saveria Cabrini, patrona degli emigranti e nativa di questa località.

La corsa più bella

28 maggio 2010
Author: admin

 

bartaliLa corsa più bella. Era il lontano 1944. Un uomo e il suo paese stavano perdendo le speranze su un futuro migliore. Eppure nonostante la guerra e un’Italia divisa tra Repubblica di Salò e Monarchia, con partigiani e repubblichini e due eserciti che si combattevano, questa persona: testarda, caparbia, non voleva arrendersi all’evidenza della distruzione. In sella alla sua bici: Gino Bartali, in quel periodo, fece la corsa più bella, che vorrei ricordare e prenderla come esempio per la vita della nostra Comunità.
Un uomo di nome Elia dalla Costa, allora cardinale di Firenze e nostro ex vescovo di Padova, ogni tanto consegnava a Gino dei presunti lascia passare, documenti falsi, che dati in mano agli ebrei potevano permettere la salvezza dalla persecuzione nazista. Gino cosa faceva? Li recapitava, da buon postino, nelle varie località dell’Appennino. Smontava la sella, arrotolava le carte e li nascondeva nel tubo del telaio, se lo avessero scoperto la fucilazione era immediata. I tragitti erano lunghissimi e quando lo fermavano rispondeva che stava facendo allenamento. Allenamento, che frottole, tutti sapevano che oramai era finito e che terminata la guerra non sarebbe mai stato il grande Bartali osannato alla fine degli anni trenta. Ma si sbagliavano!
Non c’è amore più grande che dare la propria vita per i fratelli. Mettersi in gioco, donare se stessi senza pretendere nulla in cambio.
Ogni Domenica celebriamo l’Eucarestia, viviamo il sacrificio di Gesù che dona la sua vita per noi. Forse lo sentiamo come una realtà lontana o d’altri tempi. Ma la vita dell’essere Chiesa/Comunità si gioca qui, sulla parola: sacrificio, che in termini concreti può voler dire sono capace di mettermi in gioco per l’altro dando tutto, offro la vita per Dio e gli uomini. Bartali è solo un esempio, esempi ce ne sono tanti.
Rimango stupito quando parlo di gratuità, di celibato e verginità, parole legate alla parola sacrificio. Tentavo di spiegarlo ai cresimandi: “un cristiano può scegliere di amare senza stringere, senza volere, nella gratuità, dando tutto di se, ecco cos’è il celibato-verginità”. Ricordo solo la loro espressione segnata dall’indifferenza che tutti noi abbiamo quando ci parlano di cose che non conosciamo. Amare gratuitamente, donarsi, qui è scritto l’esito vincente di una bella corsa. Infondo cosa siamo noi cristiani? Se non simili ai corridori che si impegnano per raggiungere il premio e vincenti quando non ci siamo risparmiati per gli altri.

Lorenzo, fratello parroco