tessera_sceltaSi comunica che la sede sociale riaprirà presso le ex scuole elementari di P.za Don Chiarotto il prossimo VENERDI 12 FEBBRAIO 2010 alle ore 21.00. Sarà l’occasione per rinnovare la propria tessera di socio per l’anno 2010 ed inoltre sarà già possibile dare la propria adesione alle gite che trovate pubblicate sul programma (vedi homepage). 

In questi giorni stianmo inoltre provvedendo alla spedizione del primo numero del giornalino del 2010 con un aserie di notizie ed articoli interessanti e l’ainvito a parteciapre alla prossima assemblea ordinaria che si terrà in sala polivalente venerdì 26 marzo.

Vi aspettiamo numerosi!

Pedaliamo per la vita su You Tube

8 febbraio 2010
Author: admin

Anche la nostra associazione è su You Tube. Per ora ci sono alcuni filmati realizzati durante la seconda Festa di Carnevale. Prossimamente caricheremo anche alcuni filmati durante le gite svolte. Per ora potete rivivere alcuni momenti della festa.
In alto a destra sul menù principale clikkate su You Tube e poi sul logo! Buona visione!

logoyoutube

2° Festa di Carnevale a Tombelle di Vigonovo

6 febbraio 2010
Author: admin

Per chi si fosse attardato o dimenticato di prenotare l’invito per partecipare alla seconda festa di Carnevale di Pedaliamo per la vita, ricordiamo che ci sono gli ultimi inviti disponibili presso la sala parrocchiale di Tombelle direttamente questa sera prima dell’inizio della serata….in maschera ovviamente! Buon divertimento a tutti!

Questa settimana si svolge la tradizionale campagna per il risparmio energetico dal titolo “M’illumino di meno”. Noi di Pedaliamo per la vita che crediamo in un futuro più pulito, poichè il futuro è nelle nostre mani e dei nostri figli, cogliamo l’occasione per aderire…con un simpatico video girato dagli Adb di Verona… Dunque…illuminiamoci di meno ma…non quando serve ad andare in bicicletta!!!

“Caritas in Veritate”

4 febbraio 2010
Author: admin
[10.09.35] jedione: “Caritas in Veritate”
Un mio amico in questa settimana mi ha detto: “ Questo papa non mi piace è troppo lontano dai problemi della gente!”. Con pazienza ho cercato di spiegargli che non è affatto vero. Penso che tutti noi abbiamo nel cuore il carisma di Giovanni Paolo II, ma non possiamo negare la ventata di Spirito Santo presente nelle parole di Benedetto XVI.
Personalmente sono rimasto colpito da due cose in questi giorni: Il Papa che nell’Angelus di Domenica 31 sostiene gli operai di Termini Imerese e gli operai dell’Alcoa. Più che mai il Santo Padre ha mostrato il volto di una Chiesa solidale che vive accanto a questi problemi, che sostiene la gente.
Seconda cosa che mi ha colpito: la lettura di Caritas in Veritate, la sua ultima enciclica in materia di dottrina sociale della Chiesa, sarebbe bello studiarla…
Qualcuno forse dirà ma cosa ci interessa a noi. Invece sento che i temi trattati dal Santo Padre sono attuali e applicabili per la nostra realtà, anche se di campagna. In semplicità propongo alcuni contenuti. Il Papa afferma che La Carità—cioè l’amore—va a pari passo con la Verità. Queste due realtà sacre non si possono separare. Partendo da qui egli ci invita a prendere consapevolezza sul nostro essere Chiesa: nel I capitolo citando Paolo VI Egli dice che la Chiesa non è chiamata ad assistere o educare ma a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo, promuovere l’uomo e la fraternità universale. Questo mi ha fatto pensare al nostro fare Comunità anche davanti al programma diocesano che ci invita a promuovere il Bene Comune. Che dovere abbiamo come Parrocchia? Solo educare al catechismo, assistere i bisogni più immediati: ammalati, anziani, giovani, bambini, famiglie? La Parrocchia e una dependance di assistenza sociale o è altro? Non sento in sintonia con il Papa  l’atteggiamento di quelle persone che vorrebbero che i preti e il laici impegnati tacessero e predicassero un vangelo che fa stare buoni e quieti. Per costruire il Bene di tutti abbiamo bisogno di vivere la Carità nella Verità a partire da noi per arrivare a chi sta più in alto di noD

Don Lorenzo ci scrive dal Borgo e ci chiede di pubblicare una sua riflessione sul sito:

Un mio amico in questa settimana mi ha detto: “ Questo papa non mi piace è troppo lontano dai problemi della gente!”. Con pazienza ho cercato di spiegargli che non è affatto vero. Penso che tutti noi abbiamo nel cuore il carisma di Giovanni Paolo II, ma non possiamo negare la ventata di Spirito Santo presente nelle parole di Benedetto XVI.

Personalmente sono rimasto colpito da due cose in questi giorni: Il Papa che nell’Angelus di Domenica 31 sostiene gli operai di Termini Imerese e gli operai dell’Alcoa. Più che mai il Santo Padre ha mostrato il volto di una Chiesa solidale che vive accanto a questi problemi, che sostiene la gente.

Seconda cosa che mi ha colpito: la lettura di Caritas in Veritate, la sua ultima enciclica in materia di dottrina sociale della Chiesa, sarebbe bello studiarla…

Qualcuno forse dirà ma cosa ci interessa a noi. Invece sento che i temi trattati dal Santo Padre sono attuali e applicabili per la nostra realtà, anche se di campagna. In semplicità propongo alcuni contenuti. Il Papa afferma che La Carità—cioè l’amore—va a pari passo con la Verità. Queste due realtà sacre non si possono separare. Partendo da qui egli ci invita a prendere consapevolezza sul nostro essere Chiesa: nel I capitolo citando Paolo VI Egli dice che la Chiesa non è chiamata ad assistere o educare ma a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo, promuovere l’uomo e la fraternità universale. Questo mi ha fatto pensare al nostro fare Comunità anche davanti al programma diocesano che ci invita a promuovere il Bene Comune. Che dovere abbiamo come Parrocchia? Solo educare al catechismo, assistere i bisogni più immediati: ammalati, anziani, giovani, bambini, famiglie? La Parrocchia e una dependance di assistenza sociale o è altro? Non sento in sintonia con il Papa  l’atteggiamento di quelle persone che vorrebbero che i preti e il laici impegnati tacessero e predicassero un vangelo che fa stare buoni e quieti. Per costruire il Bene di tutti abbiamo bisogno di vivere la Carità nella Verità a partire da noi per arrivare a chi sta più in alto di noi.

Don Lorenzo